Prendi un ufficio, cambia il colore delle pareti ogni quattro giorni e chiedi a chi ci ha lavorato com’è andata. I ricercatori texani che ci hanno provato hanno fatto qualche scoperta: gli ambienti neutri o azzurro-verdi propiziavano la produttività; con le pareti rosse la soddisfazione sul lavoro scendeva; fra muri grigi le donne si sentivano malinconiche, mentre negli uomini sentimenti analoghi erano suscitati dalle tinte viola.

Per chi progetta uno spazio lavorativo, questi spunti sono un motivo in più per abbandonare il tradizionale layout fatto di pareti bianche e mobili anonimi. Tanto più che fra le proposte attuali la varietà di tinte, materiali e soluzioni di arredo non manca.

Umore dal colore

Ma quale colore scegliere? Le stimolazioni cromatiche dell’ambiente – spiegano i neurologi – raggiungono direttamente i centri del sistema limbico, collegato alle emozioni di chi nell’ambiente vive e lavora. Potresti ad esempio scegliere tonalità azzurre o verdi – le più diffuse in natura – per evocare un’atmosfera rilassante. Oppure prevedere dettagli rossi laddove è richiesta performance e velocità: uno studio canadese lo associa a miglioramenti nella reattività di chi era impegnato in compiti di concentrazione; la stessa ricerca suggerisce che il blu potrebbe favorire il lavoro creativo.

Il gioco degli abbinamenti

Su questi meccanismi di azione, tuttavia, non c’è unanimità. Negli ultimi anni, fra gli interior designer anglosassoni ha guadagnato popolarità la cosiddetta Wright Theory, elaborata dall’omonima studiosa londinese, in cui si suggerisce di guardare alle loro gradazioni e al loro abbinamento nell’ambiente, più che all’impatto dei singoli colori.

Di base, puoi costruire una palette equilibrata assortendo a coppie o “triadi armoniche”, le tinte complementari che si fronteggiano simmetricamente nella ruota cromatica. Ma puoi anche scegliere fra i settori contigui (colori analoghi) o giocare con differenti livelli di saturazione della stessa tinta per creare variazioni su un motivo comune: un effetto che puoi cercare anche assortendo materiali con texture differenti, sulla stessa base cromatica. Su Internet esistono generatori di palette che propongono abbinamenti cromatici secondo criteri armonici “scientifici”.

 

ruota cromatica

La ruota cromatica

 

 

Una palette complementare (a sinistra), una triade armonica (al centro) e una variazione di saturazione

Le variabili da considerare

Il progetto cromatico di un ambiente non può prescindere dalle condizioni ambientali di partenza: così un ufficio esposto a nord, privo di irraggiamento solare diretto, beneficerà di una palette incentrata sulle sfumature calde, così come toni chiari e luminosi potrebbero rivelarsi una scelta imprescindibile per una location a piano terra e sfavorita dalla luce naturale.

In un’azienda, si aggiungono le esigenze dettate dal brand e dalla sua immagine. Angela Wright, che ha collaborato con architetti di diverse multinazionali, sostiene che gli effetti dei colori non sono uguali per tutte le persone, ma andrebbero calibrati in base alle differenti personalità: una regola che si può estendere all’identità aziendale. Ogni business dovrebbe avere un’immagine coordinata, con una scelta di colori aziendali che ne esprimano il carattere e trovino riscontro anche negli ambienti lavorativi. Crearla è un lavoro di squadra, che comincia dallo studio del logo e culmina nei dettagli dell’arredamento, in quel mix di scienza e sensibilità che rende così speciale il lavoro di designer e progettisti.

Alplus System – Design Marco Zito

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