Istruzione, competenze tecniche acquisite ed esperienza sono il cuore pulsante di un curriculum vitae ed elementi imprescindibili nella selezione di un manager. Oggi tuttavia non sono più sufficienti, soprattutto quando si parla di  workplace ibrido.

Avere un team frammentato, diviso tra presenza in ufficio e in telelavoro, può rappresentare una sfida per molte aziende. Per vincerla, è necessario un ottimo approccio manageriale che inizia dalle attitudini della singola persona.

Si prendono in considerazione le cosiddette soft skill, le competenze trasversali che aiutano l’individuo a destreggiarsi più abilmente nella vita lavorativa tanto quanto in quella personale.

Possono essere di tipo operativo, come ad esempio l’attenzione ai dettagli, personali, come il tollerare facilmente lo stress, oppure relazionali, legate all’interazione con i collaboratori. In questo passaggio dall’ufficio tradizionale al workplace ibrido (oggi il più richiesto dalle aziende di successo) ecco le tre soft skill che un manager deve possedere.

Abilità comunicativa

La comunicazione è sempre al primo posto quando si entra nella sfera relazionale. Mai come oggi è essenziale che un leader sia in grado di approcciare efficacemente il proprio team, utilizzando un linguaggio comune, chiaro per tutti.

Oltre ai moderni strumenti e piattaforme di condivisione indispensabili per collaborare con un team diversificato, deve entrare in gioco l’abilità comunicativa del manager.

Per alcuni, lo scoglio può essere un incontro virtuale poiché la mancanza di interazione fisica e gestualità sono spesso difficili da interpretare attraverso uno schermo, ma comunque importanti nella vita lavorativa di tutti i giorni.

Quando si parla virtualmente, c’è bisogno di prestare maggiore attenzione al tono di voce, spiegare il contesto e avere la consapevolezza di come dev’essere affrontato un argomento. Il modo in cui viene presentato è importante tanto quanto ciò che viene detto. C’è sempre un motivo per cui, a volte, i testi o le e-mail vengono fraintesi.

Empatia

La presenza o meno in ufficio può creare dei disequilibri nelle dinamiche di team. È importante che il manager non solo sia disponibile ad ascoltare le criticità di ogni collaboratore, ma che sia anche in grado di essere solidale con esso.

Mettersi nei panni dei singoli individui è la chiave per comprendere al meglio le skills (in questo caso sia soft che hard) e le necessità, per essere più efficienti nel project management.

Questa abilità può essere applicata all’interno di qualsiasi funzione aziendale, perché si concentra sul limitare le chiusure e conflitti negativi facilitando la comunicazione tra risorse.

Il manager deve creare l’ambiente in cui ogni persona si sente a proprio agio all’interno di un’organizzazione e percepisce che può fornire il proprio contribuito, anche se non esplicitamente richiesto, senza conseguenze negative.

Capacità di creare fiducia

La terza soft skill è, in parte, la sintesi delle precedenti. Essere credibili agli occhi dei collaboratori e creare un clima in cui ogni membro del team ha fiducia nei suoi colleghi è un’abilità preziosissima.

C’è chi possiede questa capacità come dote innata, ma non necessariamente è qualcosa con cui si nasce. Saper creare fiducia è un’abilità che si migliora e si sviluppa nel tempo anche attraverso uno sforzo costante.”

Il successo, senza fiducia, è un traguardo irraggiungibile!

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