La relazione tra un manager e il suo team influenza direttamente l’atmosfera di lavoro e i risultati, anche se gli stereotipi esistono ovunque. Oggi ci soffermiamo sui 10 tipi di manager che spesso si incontrano in azienda e alcuni consigli per creare un rapporto lavorativo profittevole.

1.   Il Workaholic

Lavora di giorno, di notte, durante il weekend; sembra che le sue energie non si esauriscano mai. Da un lato può essere positivo per raggiungere più velocemente gli obiettivi di team (soprattutto se sono collegati a bonus produzione), dall’altro può invece risultare in un forte stress.

L’importante è definire subito dei limiti chiari, per non mettere a rischio l’equilibrio lavoro-vita privata.

2.   Il visionario

Vede il futuro, ma non sempre il presente e tutti i passaggi necessari per realizzare i suoi piani. In questi casi è importante prendere sempre molti appunti (le idee non mancano mai!) e cercare di raccogliere tutte le ispirazioni in modo strutturato.

I grandi creativi hanno bisogno di essere affiancati da menti analitiche per raggiungere il successo!

3.   Il partecipativo

L’azienda è tutto e il suo team deve essere al cuore di ogni esperienza, progetto ed evento. È un grande motivatore ed è sempre pronto a rimboccarsi le maniche. Richiede però lo stesso dai suoi collaboratori, rischiando di rendere la situazione “troppo entusiasta”.

Come approcciarlo? Semplice: in modo partecipativo, ma con dei limiti.

4.   Il miglior amico

Si comporta più come un compagno di banco che come un manager, perché cerca l’approvazione continua di chi gli sta vicino e a volte è più preoccupato delle relazioni che dei lavori.

Il suo trattare tutti come eguali, invece che come subordinati, è un ottimo modo per alzare il morale, ma può rivelarsi negativo nel caso qualcuno desideri approfittarne. L’attenzione dev’essere quindi più verso i colleghi che verso il manager.

5.   Il micromanager

Deve essere sempre coinvolto in ogni singola attività, minando in questo modo l’indipendenza del singolo lavoratore e spesso la sua crescita personale. Come affrontarlo? La soluzione è la proattività: mandare aggiornamenti prima che vengano richiesti è un ottimo punto di partenza.

6.   L’allenatore

Il suo obiettivo principale è motivare, per permettere a ogni collaboratore di raggiungere il suo vero potenziale. Purtroppo si fa prendere spesso dall’entusiasmo, rimanendo deluso se non viene raggiunto il risultato sperato.

L’importante in questo caso è settare obiettivi realistici ed essere aperti e onesti quando si incontra qualche difficoltà nel corso del progetto.

7.   Il comandante

È quello che viene definito un “capo”, piuttosto che un “leader”. Il suo approccio è diretto e a volte quasi dittatoriale: tutto dev’essere svolto esattamente come da sua richiesta, senza indugio.

Anche se non sembra, ascolta le proposte: presentare numerose soluzioni, piuttosto che una singola idea, può aiutare ad entrare nelle grazie di questo tipo di manager, che sentirà in questo modo la situazione sotto il suo controllo (potendo scegliere).

8.   Il data-driven

Per questo manager contano solo i numeri, siano essi vendite o percentuali di sconto. Non è interessato a commenti qualitativi, anche se molto importanti.

L’unico modo per rimanere al passo è puntare sui dati, soprattutto su quelli su cui è più focalizzato.

9.   Il vecchio saggio

Lavora nella stessa azienda da decenni e conosce ogni singolo ingranaggio dell’ecosistema d’impresa, interno ed esterno all’ufficio. È resistente al cambiamento, soprattutto quando si tratta di metodi o strumenti di lavoro.

In questo caso è necessario proporre le novità step-by-step, con pazienza e spiegando pro e contro nel dettaglio.

10. Il mercenario

Pensa solo al guadagno dell’azienda se ne è proprietario o azionista, o al proprio tornaconto se invece si tratta di un manager con un contratto a incentivi. La sua arma è la capacità di capire fin da subito pregi e difetti di chi gli sta davanti, per sfruttarli a proprio vantaggio. Un’ottima abilità in ambito commerciale, ma che può creare non pochi problemi a collaboratori e subordinati!

Qualora questo sia il caso, i nostri consigli sono due: fare sempre attenzione alle parole dette ed evitare di mostrare il proprio lato più vulnerabile.

 

Un manager efficace ed entusiasta è un elemento chiave per mantenere un team motivato e coinvolto nel tempo, ma anche tra i collaboratori esistono gli stereotipi, ed  in questo articolo ne abbiamo individuati 10.

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