Viviamo in un mondo in cui la tecnologia ha superato da tempo l’analogico. Possiamo controllare il conto in banca dallo smartphone, far partire la lavastoviglie con il controllo vocale o accendere le luci muovendoci davanti a un sensore.

Accade spesso, però, che la smart home non abbia una vera corrispondenza nel mondo ufficio. Pensiamo alla rete internet troppo lenta, al tempo perso cercando una sala riunioni libera o alla difficoltà a collegarsi da remoto ai server aziendali: le piccole frustrazioni amplificano i loro effetti negativi nel tempo. Soprattutto nei casi in cui basterebbe veramente poco per evitarle.

Ecco tre strategie per aggiornare tecnologicamente l’azienda e migliorare l’esperienza lavorativa dei suoi dipendenti.

Incentivare la “digital dexterity”

La trasformazione digitale non è più un’iniziativa utilizzata solo da aziende lungimiranti per aumentare l’efficienza o ottenere un vantaggio competitivo sugli altri. Oggi è un requisito base per crescere in futuro. Si tratta di una vera e propria sfida aziendale che richiede di cambiare le convinzioni, la mentalità e i comportamenti dei collaboratori di tutta l’azienda, non solo dell’IT.

La formazione diventa quindi un punto cardine per qualsiasi tipo di innovazione. In questo caso, si parla di “digital dexterity”, ovvero della “destrezza” con cui le persone riescono ad approcciare gli strumenti digitali. Fornendo i giusti mezzi per imparare, l’azienda può semplificare la vita lavorativa anche alle persone meno propense alla tecnologia.

 

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Implementare le tecnologie utili al lavoro ibrido

Ci sono diversi modi per innovare l’ufficio a favore del workplace ibrido (ne abbiamo parlato ad esempio qui). Alcuni risultano però più importanti e urgenti di altri:

  • una connessione internet ad alta velocità, in grado di supportare l’accesso ai server anche ai lavoratori in remoto;
  • apparecchiature elettroniche (computer, webcam, cuffie e microfoni) funzionanti e recenti, che permettano di lavorare e videochiamare facilmente, senza tempi di attesa o necessità di frequenti interventi di manutenzione;
  • calendari condivisi e strumenti di project management online, accessibili a chiunque sia parte di un progetto, indipendentemente dal luogo;
  • sale riunioni e aree di incontro attrezzate con postazioni di ricarica e schermi per videoconferenza.

Ogni persona dev’essere in grado di dare il meglio nelle sue attività, sia in ufficio che durante le giornate di lavoro in remoto.

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Studiare i dati aggregati, per migliorare l’esperienza del singolo

L’analisi dei dati è da sempre uno strumento prezioso per valutare la user experience, non solo in ambito digitale. I settori da studiare possono essere i più svariati, dall’occupazione delle sale riunioni all’utilizzo dei software per la gestione dei lavori.

Ai dati statistici possono essere integrate anche rilevazioni più qualitative, raccolte ad esempio, attraverso sondaggi anonimi interni.

L’obiettivo dovrebbe sempre orientare le scelte di un’azienda nel rendere il luogo di lavoro ospitale ed efficiente, per aumentare la produttività senza compromettere le necessità del singolo.

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