La sindrome da ‘burnout‘, ansia e stress sul lavoro, è da oggi ufficialmente un “fenomeno lavorativo” ma “non una malattia”.  Lo precisa l’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) che ha incluso il ‘burnout‘ nella nuova versione dell’undicesima International Classification of Diseases (Icd-11). Nel documento la sindrome è inserita nel capitolo “dei fattori che influenzano lo stato di salute”, visto che può portare a conseguenze fisiche reali, come la stanchezza cronica. Lo stress non è uguale per tutti e ognuno reagisce a modo suo. Non è sempre negativo perché se lo gestiamo bene ci aiuta ad essere produttivi e felici, ma se lo gestiamo male ci può danneggiare.

Il risvolto produttivo può assumere varie forme di stress, da un atteggiamento di cinismo nei confronti del proprio lavoro ad un distanziamento emotivo dallo stesso. Un’altra conseguenza è la perdita, seppur temporanea, della creatività, complici anche scadenze troppo strette o sovraccarico di lavoro. Secondo una ricerca condotta dall’Harvard Business Review nel 2002, la capacità di pensiero creativo dell’individuo si riduce al crescere della pressione lavorativa.

La tensione è diversa dalla pressione

La tensione rappresenta uno stato adrenalinico, come alla vigilia di un importante evento: si è tesi ma concentrati. Carichi e determinati nel raggiungere l’obiettivo e il successo.

Sul lavoro la tensione è uno stimolo, un incentivo alla produzione, una spinta alla creatività. La pressione, invece, è il peso emotivo costante e continuo che ci viene scaricato addosso. 

Il blocco creativo

Quando si tratta di blocco creativo, l’elaborazione o la pianificazione di qualcosa che riguarda le attività creative diventa apatia.

Ciò ci rende ancora più stressati perché non si riesce a creare  ciò che si vuole e come lo si vuole. Si entra in un circolo vizioso dal quale non si esce fino a quando non si rimuovono le cause che provocano il blocco creativo.

Come essere nuovamente creativi?

In primis serve distanziarsi dalla situazione ed evitare di lasciarsi debilitare dalla paura del fallimento. Presa questa consapevolezza è possibile intraprendere un approccio più diretto.

Dal pensiero focalizzato al pensiero diffuso

Gli studiosi evidenziano l’esistenza di due stati di pensiero complementari: il focus-thinking ovvero il pensiero focalizzato di quando ci si dedica a un’operatività senza distrazioni, e il diffuse-thinking o meglio il pensiero diffuso di quando si lascia “libera” la mente.

Secondo Elizabeth Grace Saungers, esperta di gestione del tempo e coaching, per sbloccare la creatività è necessario innescare il ragionamento diffuso, che permette alla mente di instaurare connessioni tra pensieri diversi, creandone di nuovi.

Quali sono le attività necessarie affinché questo avvenga?

5 consigli per ritrovare la creatività sotto pressione

  1. Fai una pausa – Un consiglio semplice e forse scontato.
    Anche un caffè può bastare, ma le attività migliori rimangono la possibilità di fare una passeggiata all’aria aperta o concedersi qualche minuto di meditazione.
    Se lavori in un open office, è sufficiente allontanarsi dalle voci dei colleghi. Elementi d’arredo come pod e alcune poltrone sono studiati e progettati per isolarsi e beneficiare di quiete mentale.
  2. Evita il multi-tasking – Fare troppe cose contemporaneamente non significa farle bene. Dedicati piuttosto a un’attività correlata alla creatività, lasciando che la tua mente esplori nuove sinapsi.
  3. Crea il tuo “happy place” – Se stai lavorando in remoto non dovrebbe essere difficile identificarlo, soprattutto per i “nomadi digitali” che possono interagire ovunque si trovino. In ufficio la questione è più delicata, ma non irrealizzabile.
    Aggiungere qualche piccolo oggetto personale sulla scrivania può diventare utile (se la policy aziendale lo consente), così come scegliere temporaneamente uno spazio all’interno dell’azienda che consenta di stare in relax o sia uno sprono al ragionamento diffuso.
  4. Lasciati ispirare – Rivedi il materiale di un vecchio progetto, dai un’occhiata a come si stanno muovendo nel mercato i tuoi brand preferiti, dedica qualche minuto alla lettura di un blog specialistico. L’intuizione può giungere in qualunque momento.
  5. Collabora – Il brainstorming con i colleghi talvolta riesce a sbloccare facilmente la creatività: ecco perché le riunioni, fisiche o virtuali, sono importanti nel lavoro di gruppo. Condividi il tuo pensiero, ascolta e cerca di fare un passo in più: il tuo progetto ne beneficerà.

 

E se tutto questo non bastasse? Forse è l’ora di concedersi una vacanza!

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