Capi dispotici e vicini di scrivania petulanti sono un classico, ma nella hit parade delle lamentele da ufficio fioccano le idiosincrasie fantasiose.

C’è chi, nelle riunioni non sopporta il gergo aziendale e l’espressione “pensare fuori dagli schemi” risulta essere la più odiata; chi denuncia la scarsa educazione dei colleghi nell’uso della toilette o si dice infastidito persino dalla “troppa attenzione” rivolta in azienda alla salute e alla sicurezza sul lavoro. 

Su un campione di 1.836 impiegati non mancano sorprese anche fra le prime posizioni della classifica redatta dall’istituto britannico Opinium, sugli aspetti, cose  o atteggiamenti che infastidiscono durante la giornata lavorativa.

Fra le rimostranze più diffuse in assoluto e primi in classifica, figurano i “colleghi scontrosi o lunatici, mentre “i computer troppo lenti” con il 36% di segnalazioni rappresentano la seconda causa di insoddisfazione in ufficio.

Un gigante dell’IT ha voluto vederci chiaro ed ha commissionato e pubblicato nel 2018 uno studio specifico sulla frustrazione da tecnologia nelle piccole e medie imprese. Ne è arrivata una conferma: i problemi legati a computer e affini sarebbero fra le prime fonti di lamentele da scrivania. Fra programmi che si bloccano, connessioni lente e mail a singhiozzo potremmo sprecare in media 27 minuti al giorno. Una dotazione tecnologica obsoleta e inefficiente, conclude la ricerca, nuoce alla produttività in ufficio ancor più della vicinanza di colleghi chiacchieroni o rumorosi (22 minuti persi al giorno) o di una postazione lavorativa scomoda (19 minuti sacrificati).

Sir Cary L. Cooper, dell’ Università di Manchester e uno dei massimi esperti di benessere sul lavoro, è stato invitato a commentare lo studio.

Quale che sia il tuo fastidio da ufficio, raccomanda il professore, agisci subito: individua le possibili soluzioni e parlane con i responsabili in azienda. Diversamente, lo stress rischia di accumularsi. Per una controffensiva immediata il consiglio, quando possibile, è di spezzare la giornata lavorativa con qualche breve pausa: lungi dal sottrarre produttività, secondo il professore i break allentano le tensioni causate dai micro-fastidi quotidiani. Per incoraggiare questa pratica anti-stress, sir Cooper ha un suggerimento molto British: installare in ufficio un angolo per il tè.

La top ten delle noie da ufficio

1. Colleghi scontrosi o lunatici (37%)
2. Computer lenti (36%)
3. Chiacchiere e pettegolezzi in ufficio (19%)
4. L’uso del gergo d’ufficio o del linguaggio manageriale (18%)
5. Persone che parlano ad alta voce al telefono (18%)
6. Troppa attenzione per la salute e sicurezza sul posto di lavoro (16%)
7. Scarsa educazione nell’uso dei servizi igienici (16%)
8. Le persone che non si presentano alle riunioni in tempo o non si presentano affatto (16%)
9. Le persone che non mettono in ordine dopo aver usato la cucina (15%)
10. Troppo freddo / aria condizionata eccessiva (15%)

 

Fonte: Opinium 2010 reasearch – Top workplace annoyances

 

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