Spendere meno per pranzo e tragitto casa-lavoro, risparmiare tempo, prendersi giornate per concentrarsi senza il chiacchiericcio e telefonate continue dei colleghi. Al contempo avere la possibilità di andare in ufficio, confrontarsi con il proprio team e sfruttare le infrastrutture tecnologiche messe a disposizione.

Grazie a tutti questi vantaggi l’hybrid work è diventato il sogno di molti lavoratori dipendenti, che sempre più spesso ne chiedono l’implementazione nella propria azienda.

Come per il lavoro in remoto più “tradizionale”, anche il metodo ibrido è a rischio burnout, ma forse non in modo altrettanto evidente (secondo una ricerca dell’OMS nell’ultimo anno in USA ne ha sofferto il 92% della fascia 18-25 e l’88% della fascia 26-35).

Quando il tempo è diviso tra casa e lavoro, il burnout può arrivare anche dopo mesi, in modo un po’ subdolo e difficile da identificare per tempo.

Come prevenirlo? Ecco alcuni consigli, per definire i giusti confini tra impiego e vita privata nelle giornate di lavoro in remoto.

1.   Identifica cosa devi tenere sotto controllo e definisci i tuoi limiti

Ognuno di noi ha delle debolezze quando si tratta di lavoro in remoto. C’è chi salta la pausa pranzo, chi risponde al telefono ben oltre l’orario della cena e chi invece senza rendersene conto lavora ininterrottamente per 10 o 12 ore. In ufficio – molto probabilmente – questo non accadrebbe: gli orari sono ben definiti e il tragitto casa-lavoro prende il ruolo di “confine” tra i due mondi.

Ragiona sulla tua giornata in remoto, individua le criticità e prendi delle decisioni di conseguenza, ovviamente tenendo conto delle necessità dell’azienda, in relazione a come ti comporteresti anche in ufficio.

2.   Comunica al tuo team i limiti che hai deciso

Una volta stabiliti i tuoi limiti, comunicali alle persone con cui abitualmente lavori: il management, in primis, e successivamente il resto del team.

3.   Rendi concrete le tue decisioni

Non lasciarti ingannare dalla procrastinazione: prendi subito dei provvedimenti per far sì che i limiti imposti siano rispettati dagli altri, ma soprattutto da te. Il metodo più semplice? Blocca degli slot orari a calendario (es. la pausa pranzo) e imposta una sveglia a quell’ora.

4.   Rifletti sui limiti degli altri e sii flessibile di conseguenza

Se hai la possibilità di lavorare in modo flessibile (nei tuoi orari più produttivi), quando stabilisci i tuoi limiti valuta anche le esigenze dei tuoi collaboratori.

C’è bisogno di almeno un’ora di lavoro in sincrono con tutto il team? La consegna dei tuoi lavori ha conseguenze sulle attività di un collega? La tua assenza in determinati orari potrebbe rallentare il flusso di lavoro dell’intero gruppo?

Valuta tutte le possibilità e sii flessibile, per mantenere salde le relazioni inter-personali e la produttività.

5.   Crea una routine, attraverso dei check-in giornalieri

Alla fine di ogni giornata di lavoro in remoto, dai un voto al tuo operato, quasi fosse un compito a scuola. A fine settimana potrai dare una valutazione più ampia alla situazione, per capire cosa migliorare e individuare eventuali criticità.

Non sei in una condizione tranquilla quando lavori da casa? È così per molti, quindi non c’è nulla di cui preoccuparsi. Il ritorno in ufficio, forse, è la soluzione più adatta alle tue esigenze.

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