La pandemia ha cambiato e modificato, giorno dopo giorno, le nostre abitudini lavorative. Tendenze prima confinate a particolari settori hanno iniziato a prendere piede su scala più ampia, accelerando una trasformazione in atto già da tempo in diverse parti del mondo. Oggi si programmano riunioni di lavoro all’aperto in parchi, rooftop, e altri spazi esterni per consentire alle persone che lo desiderano, di lavorare di nuovo insieme.

È il caso degli uffici open-air, gli spazi di lavoro outdoor. Alcune aziende leader stanno sperimentando gli ambienti di lavoro all’aperto per aumentare il coinvolgimento dei dipendenti e migliorare l’attrazione e la ritenzione, ma ora sono ancora più importanti per aiutare i dipendenti a lavorare di nuovo in ufficio. Da New York a Praga sempre più aziende, alberghi e co-working predispongono workstation e aree break out per la socializzazione all’aperto. Il colosso dei social media LinkedIn, ad esempio, già nel 2019 aveva inaugurato il suo primo ufficio outdoor in California, dotato di monitor antiriflesso e tende da sole.

Tra i servizi offerti, gli spazi open-air sono una richiesta in costante crescita e un fattore competitivo per molti: cosa li rende così ricercati?

Come sempre, il benessere degli individui è il fattore principale.

Diversi studi, pubblicati da testate scientifiche autorevoli come Frontiers in Psychology e Science Advances, hanno dimostrato come gli elementi naturali abbiano un impatto positivo sulle performance cognitive, soprattutto nell’approccio ad attività complesse. Allo stesso tempo stare all’aria aperta, anche solo 10 minuti al giorno, aiuta a migliorare la qualità del sonno, la creatività e – più in generale – il benessere a 360.

L’aggiunta di tavolini in alcuni ambienti esterni, facilita anche il distanziamento delle persone che solitamente lavorano in ambienti prettamente operativi.

Spazi lavorativi all’aperto: cosa non può mancare

Progettare un’area di lavoro all’aria aperta implica dei requisiti diversi rispetto agli ambienti indoor. Nonostante queste sessioni all’aperto offrano una gradita alternativa alle estenuanti riunioni video, può diventare difficile essere produttivi su una sedia da giardino. Il presupposto principale è la permanenza nello spazio: solitamente le workstation e gli spazi di socializzazione open-air vengono utilizzati solo per una breve parte della giornata.

In secondo luogo dev’essere valutata la localizzazione: si tratta di un terrazzo, del giardino, di una corte interna o del tetto? Questo primo approccio aiuterà a selezionare i prodotti più indicati per peso e dimensioni.

Quali sono, quindi, gli elementi immancabili?

  • Tecnologia wireless

La connettività è fondamentale in qualsiasi ambiente lavorativo e l’outdoor non fa eccezione. Lo spazio dev’essere munito di un’ottima rete wireless e di molteplici punti elettrificati per la ricarica di laptop e smartphone.

  • Arredi multi-funzione in materiali tecnici

Per l’esterno dimentichiamo scrivanie e sedute operative, in favore di arredi ibridi come coffee table, panche e poltrone. L’importante è che siano prodotti in materiali tecnici e resistenti, per evitare che si rovinino a causa degli agenti atmosferici.

  • Protezioni per sole e vento

In base allo spazio e alle sue caratteristiche climatiche, è possibile scegliere tra tende, ombrelloni e pergole: l’importante è permettere a tutti, in ogni momento, di essere riparati dal sole.

  • Elementi di delimitazione

Come un vero ufficio, anche l’open space all’aperto deve prevedere una delimitazione delle aree funzionali (ad esempio tra lounge area e postazioni lavorative). Entra in gioco in questo caso la creatività: tutto è concesso tra fioriere, tappeti e paravento!

  • Aree relax

Un work cafè, con sedute comode e spazi semi-privati, è fondamentale nella buona progettazione dell’ufficio open-air. Uno spazio multi-uso, perfetto per tutti gli eventi aziendali!

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