A due passi dall’aeroporto Internazionale Houari Boumediene di Algeri, collegato ai terminal con un suggestivo tunnel pedonale, sorge l’Hyatt Regency Algiers Airport, il primo hotel della celebre catena americana in Algeria.

Immenso, maestoso e dotato di tutti i confort che chi viaggia per affari si aspetta da un albergo di lusso.

Esterno dell’hotel. Foto © Hyatt Regency Algiers via Booking.com

 

Giochi di materiali, luci e colori, ma soprattutto moltissimo verde: sono queste le caratteristiche che saltano subito all’occhio, appena varcata la soglia d’ingresso.

Si rimane per un attimo a bocca aperta, dopo il repentino cambio di scenario rispetto all’esterno.

 

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Difficile trovare un ambiente che somigli all’altro: metallo e vetro disegnano forme inedite su pareti e soffitti, mentre pelle e velluti in nuance diverse rendono unica ogni stanza.

Le aree ristorante si rifanno ai dettami del Biophilic Design, riavvicinando gli ospiti alla natura grazie all’utilizzo di vegetazione su lampadari, pareti divisorie e oggetti di decoro. Strizzano invece l’occhio all’interior design degli anni ’60 e ’70 le altre aree della lobby, con arredi dalle linee morbide declinati in tinte naturali come il castano o pop come il giallo.

Ogni ambiente è unico.

Un’area lounge disegnata per le “meaningful connection”

Sempre più spesso si parla di meaningful connections, nella nostra lingua letteralmente “connessioni significative”. Un concetto che trova origine nella psicologia come necessità dell’individuo, ma che pian piano va diffondendosi anche in altre discipline, come l’interior design.

In fin dei conti rispondere ai bisogni delle persone è uno degli obiettivi della progettazione.

La meaningful connection è quella che si può raggiungere quando alle persone è permesso di interagire direttamente, senza distrazioni, nonostante il trovarsi in un ambiente pubblico. Come ad esempio la lobby di un albergo, la sala di attesa di uno studio medico o l’ingresso di un’azienda.

Nell’area lounge dell’Hyatt Regency Hotel di Algeri la teoria è diventata pratica grazie alla scelta delle sedute Radar di Emmegi, utilizzate nei diversi ambienti con o senza schienale.

Il segno distintivo di queste poltrone, disegnate da Claesson Koivisto Rune Architects, è uno schienale dalla forma avvolgente: comodo, dal design contemporaneo e in grado di migliorare il livello di privacy.

I suoni sono “schermati” tra un gruppo di persone e l’altro, permettendo una libertà di conversazione maggiore e, conseguentemente, una sensazione di relax molto più diffusa.

 

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