Il tempo passa, gli spazi si reinventano e il lavoro diventa sempre più flessibile. Lo smart working oltrepassa la rigidità degli orari d’ufficio e nella sua versione ancora più “agile” ne abbandona anche le mura fisiche.

Da diverso tempo molti hotel propongono ai viaggiatori d’affari, a nomadi digitali e ai lavoratori a distanza, alcuni servizi per affrontare la routine lavorativa, combinando ambienti abitativi quali bar, stanze lounge e aree coworking da riservare al lavoro per mantenere la produttività.

Questa strategia consente agli hotel di ottenere almeno due vantaggi: rendere remunerativi spazi che rimarrebbero inutilizzati e aumentare l’affluenza di persone che usufruiscono di servizi collaterali alla scrivania e wi-fi, come il bar, il ristorante o la palestra.

Prima nei periodi di bassa stagione e ora a causa dell’emergenza sanitaria, gli hotel si sono organizzati per i lavoratori “in remoto”, offrendo camere da letto come uffici diurni o predisponendo aree strutturate per l’attività lavorativa.

È la fine dell’ufficio come lo conosciamo? No, ne siamo ben lontani.

Stiamo assistendo a un ampliamento del concetto di postazione di lavoro, in cui l’unica caratteristica strettamente necessaria è la connettività.

Sono trascorsi anni, ormai, dalla “novità” degli iper-connessi punti vendita di Starbucks: la nuova frontiera è l’albergo, complici sia il periodo pandemico che stiamo vivendo, che la realtà consolidata della turnazione dei lavoratori in ufficio.

Gli hotel, per le loro caratteristiche, hanno gli spazi ideali per l’organizzazione del coworking. Non esistono barriere architettoniche che impediscano la socializzazione fra una postazione e l’altra, ma sono sufficientemente distanziate per non disturbarsi. Privacy, pulizia e rigorosi protocolli di salute, sicurezza e igiene sono fondamentali.

Workspitality: l’albergo si reinventa

Chi viaggia(va) spesso per lavoro avrà, almeno una volta, approfittato della lobby di un hotel per ricaricare lo smartphone o sfruttare la connessione wi-fi per inviare una mail urgente.

Il concetto di Workspitality, fusione dei termini Work e Hospitality, vuole essere l’evoluzione di questa pratica, tanto comune quanto sottovalutata. Non esistono delle regole fisse al riguardo: ogni catena alberghiera (e non solo) nel mondo sta cercando la formula più adatta ai suoi spazi e alla clientela abituale.

C’è chi ha deciso di lasciare la propria lobby aperta gratuitamente a tutti e chi ha optato per pacchetti a pagamento, basati su una tariffa oraria, giornaliera o mensile.

Altri hanno sfruttato l’opportunità del coworking per attirare un nuovo target più giovane e “alla moda”, offrendo uno spazio dedicato ad aziende con una forte presenza mediatica e/o digitale, in grado di aumentare la brand awareness come un influencer.

Strutture con molte stanze hanno messo a disposizione proprio queste ultime, senza la richiesta del pernottamento: il pagamento include la permanenza dal mattino alla sera, nella maggior parte dei casi anche con l’utilizzo del ristorante o di altri servizi.

Foto a sinistra: courtesy of Hotel Mercure – Rouen – Karl stool by L. Nichetto; foto a destra: Courtesy Radisson Blue Hotel Sheremetyevo Moscow – Key armchair

Le caratteristiche immancabili del coworking in hotel

  • Alta connettività – Un normale wi-fi non è sufficiente: lobby e stanze devono permettere la massima velocità, anche in momenti in cui più persone stanno utilizzando la rete.
  • Elettrificazione – Ogni postazione deve permettere di collegarsi a una presa elettrica (standard o USB), così da poter ricaricare laptop, tablet e smartphone facilmente.
  • Sedute confortevoli – Da sempre gli arredi del settore alberghiero assolvono a una duplice funzione: migliorare il design della stanza e risultare comodi per gli ospiti. Il comfort in questo ambito diventa ancora più prioritario, perché – a differenza dell’ambito turistico – le sedute vengono utilizzate più a lungo nel corso della giornata.
  • Accesso ad altre aree – I coworkers possono voler usufruire anche di altri ambienti dell’hotel, come bagni, bar, ristorante, palestra, spa o aree verdi. L’offerta ai lavoratori può così trasformarsi in un’ottima leva di business, incentivando e aumentando l’acquisto di servizi ulteriori.
  • Sale riunioni/congresso – La privacy è fondamentale in ogni lavoro: la struttura ricettiva dovrà quindi offrire la possibilità di utilizzare sale meeting attrezzate, in linea con lo stato dell’arte dell’ufficio moderno.

Perché scegliere di lavorare in hotel?

Le ragioni possono essere veramente molte. C’è chi ha bisogno di uno stacco dalla routine dell’ufficio, chi a casa non riesce a lavorare per la presenza d’altri e chi invece per esigenze lavorative deve spostarsi spesso.

Gli hotel possono dunque offrire un’atmosfera vivace e informale in cui i lavoratori esterni si mescolano agli ospiti, creando un mix internazionale. L’ambiente diventa stimolante e può favorire il networking e la creatività.

In questo caso la formula vincente è la versatilità dell’offerta: facilitare la routine del lavoro d’ufficio quotidiano con le comodità di un ambiente professionale e di design, grazie ai giusti arredi.

Cover: courtesy of Hotel Verde Complex Podgorica – RadarArmchair by Claesson Koivisto Rune

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