L’home office sta rovinando l’estetica della tua casa? Non con questi consigli!

Vivere un’esperienza come il lockdown ha profondamente segnato tutti. È trascorso più di un anno da quando molti di noi sono stati catapultati nel mondo del lavoro in remoto: in tempi brevi abbiamo creato un home office dal nulla e, in alcuni casi, senza una vera progettazione.

Per molte persone, trascorrere intere giornate in casa ha fatto emergere le criticità di vivere in un ambiente che non rispecchia più le nuove esigenze lavorative ed è stata l’occasione per vedere la propria abitazione da una prospettiva diversa.

Se prima della pandemia la tendenza era quella di avere abitazioni sempre più piccole, oggi queste case si ritrovano ad assolvere un compito ben più grande della loro funzione primordiale, non potendo garantire la varietà di servizi necessari ai propri inquilini. Una situazione paradossale che contrasta con l’attuale necessità pandemica di convertire le case in uffici, sale riunioni, aree studio, aule per lezioni o mini palestre, ripostigli, ecc.

Secondo un’analisi di eBay, nel 2020 gli acquisti di prodotti per allestire una workstation a casa sono aumentati del 49%, coinvolgendo una fascia d’età che va dai 25 ai 64 anni. Mouse, stampanti, docking station e accessori di vario genere hanno registrato un picco nelle vendite, soprattutto nei primi mesi di lockdown.

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Business class – seduta executive

L’importanza di questo spazio ormai è chiara a chiunque: dev’essere un’area funzionale, ergonomica e deve consentire di lavorare con tutti i comfort dell’ufficio (qui trovi alcune guide utili).

Non tutti hanno però la possibilità di convertire un’intera stanza in ufficio casalingo, o ricavare nettamente aree dedicate al lavoro, così alcune caratteristiche dei mobili per ufficio sembrano scontrarsi con l’estetica calda e accogliente che solitamente caratterizza l’ambiente domestico.

Quando lo spazio è ridotto, ogni elemento va scelto con cura per creare un micro-ambiente che incentivi la produttività senza influenzare negativamente il design dell’intera casa.

La chiave di volta sta nella selezione degli arredi più adeguati e in una progettazione oculata che preceda l’acquisto.

Più la zona home office è attrezzata e confortevole, maggiore sarà l’efficienza. Tradotto significa lavorare meglio.  La larghezza minima della scrivania dev’essere almeno di 100 cm per poter collocare un pc e qualche foglio. Priorità assoluta alla sedia, che non dev’essere quella della cucina. La seduta per chi trascorre molte ore davanti al pc dev’essere regolabile in altezza, con supporto lombare, essere girevole, avere le ruote, il poggiabraccia e altre dotazioni per evitare problemi posturali.

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Lol – seduta operativa

L’approccio resimercial in questo caso è un ottimo alleato, grazie alla proposta sempre più ampia di prodotti dal design ibrido, che mixano alla perfezione la funzionalità dell’arredo ufficio con il calore estetico dell’ambiente domestico.

Se non si hanno a disposizione spazi per un home office, la scrivania si reinventa per esempio in un bellissimo tavolo da pranzo, oppure in un tavolo che richiami una scrivania “home feeling.”

Fior di loto – seduta multifunzione

Il consiglio principale è infatti la ricerca dell’armonia tra le varie aree della casa, per non perderne l’essenza.

Non può mancare un pensiero sull’archiviazione, soprattutto se l’home office viene usufruito da più persone. Lasciare documenti sparsi per la casa non solo crea il rischio che si perdano, ma aumenta anche il disordine. Ideale è avere un contenitore in cui riporre tutto il materiale dedicato al lavoro, meglio se di piccole dimensioni e su ruote.

Non vanno dimenticati infine tutti i complementi d’arredo che riescono a migliorare l’estetica dell’ambiente, ma che risultano al tempo stesso funzionali, come lampade e lavagne; oppure una piantina sulla scrivania, una fotografia o tutto ciò che è personale e riesce a mantenere il DNA di casa, anche quando l’ufficio si intrufola tra le mura domestiche!

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