I designer Ramos Bassols raccontano la collezione Afina alla Milano Design Week 2022

Nella cornice vivace della Milano Design Week 2022, da poco conclusa con numeri record, abbiamo incontrato David Ramos Tarrés e Jordi Bassols Borrell, designer dello studio Ramos Bassols e creatori della nostra collezione Afina

I progetti parlano da soli con linee, forme, materiali e colori, ma è sempre interessante andare dietro le quinte e scoprire come è nata l’idea di questo sistema modulare di divani e pouf pensato per generare spazi flessibili e funzionali.

  1. Come è nato il divano Afina? Come avete immaginato l’ambiente dove utilizzarlo?

Afina è stato concepito come un divano modulare, pensato fin dall’inizio per essere inserito in diversi spazi con moltissime possibilità di configurazione. È un elemento lineare che può essere disposto come una specie di serpente, creando diversi angoli e figure. Interessante è il gioco di schienali che appaiono e scompaiono, dando forme diverse alla seduta, con differenti angoli.

  1. Come avete ideato il design degli schienali?

Era importante che lo schienale si azzerasse in modo molto delicato e riapparisse senza creare uno stacco brusco e lasciare vuoti. Questa forma ci ha permesso di creare un movimento giocoso e, al tempo stesso, delicato. Abbiamo introdotto l’angolo a 60° per dare dinamismo al prodotto e poterlo inserire in modo più libero nello spazio.

  1. Le forme delle sedute diventano meno rigide: da dove deriva questa scelta?

È una tendenza attuale nel mondo del contract e dell’ufficio, a differenza di prima, quando si cercava un prodotto più duro, tecnico. Nel design di Afina abbiamo inserito forme più tondeggianti, femminili e organiche, che restituiscono buone sensazioni al tatto, comodità e comfort.

  1. La forma di Afina è molto particolare, come è nata?

Abbiamo dato molta importanza all’assemblaggio tra schienale e seduta. La sfida era integrare una lamina così sottile a uno schienale che tende a gonfiarsi fino a sparire, tornando a essere una lamina sottile. Da qui deriva in parte il nome di Afina.

  1. Nel tempo avete sviluppato anche gli elementi complementari.

Abbiamo completato la collezione Afina con tavolini e pouf. La nostra idea era proprio questa: creare un gioco tra i vari pezzi e sviluppare un linguaggio.

  1. Nella vostra mente Afina era già in due colori?

Volevamo mettere in risalto la presenza di due elementi. Giocando con le tonalità dei tessuti si crea un interessante contrasto tra la seduta e lo schienale. Inoltre i colori possono essere personalizzati con riferimento al brand.

  1. Com’è stata l’esperienza di collaborazione con Frezza?

È stato un rapporto molto strano perché è successo tutto durante la pandemia. Frezza ci ha mandato il briefing per realizzare un elemento di soft-seating e abbiamo collaborato a distanza. Credo sia l’unico prodotto che abbiamo sviluppato arrivando fino a questo punto senza averlo visto.

  1. È stata una sorpresa anche per voi?

L’avevamo visto nelle foto ma dal vero è diverso. L’effetto che ti fa quando lo vedi cambia molto. La scala, i dettagli, le cuciture… alla fine il risultato è ottimo.

 

Dunque una situazione totalmente inedita, in cui il lavorare a distanza non è affatto stato un ostacolo per lo sviluppo di un progetto originale e perfettamente aderente all’idea dei suoi designer, oltre che agli spazi di lavoro moderni.

Il risultato raggiunto è stato il frutto di un vero e proprio lavoro di squadra, con una grande capacità di adattamento da parte di tutti gli attori coinvolti. È proprio con questo spirito che nasce Afina, una collezione che si contraddistingue per la sua elevata flessibilità.

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